(15 - 15, 28 - 31, 44 - 52,  69 - 69, 71 - 75)
 
Al via la seconda partita, sperando in una partita più combattuta della precedente che ha visto la debacle della Toscana, padrona di casa, contro un Emilia Romagna decisamente più pronta.
 
Palla a due a favore del Piemonte, che nei primi due minuti sfrutta le mani fredde dei laziali per portarsi fino a più 5. Lazio che chiude le maglie della difesa e comincia a correre in contropiede, sfruttando l’ottima visione di gioco del suo playmaker Stazzonelli e l’esplosività del n. 14 Di Camillo, rapidissimo nell’aprire il campo.
La scelta di coach Ghilardi paga e alla fine del quarto il Lazio si trova nuovamente pari. Tutto da rifare per la compagine Piemontese.
 
Secondo quarto dove si corre molto, seguendo la legge dei grandi numeri (più tiri e più è probabile che tu realizzi).
La maggiore confidenza con il tiro da tre paga il Piemonte aiutato dalle scorribande in motorino del n. 4, Laganà, arrivando anche a un più 7. Il Lazio si aggrappa alla grinta del suo n. 16, Cannaviva, che chiuderà il quarto con 7 rimbalzi e 6 punti giocando solo 7 minuti del quarto.
Alla fine 31 a 28 per il Piemonte.
 
Terzo quarto che vede i laziali, ricaricati da coach Ghilardi, rientrare dagli spogliatoi grintosi e finalmente bramosi di vincere. Piemontesi che, invece, rientrano un po’ troppo rilassati supponendo di poterla portare a casa senza troppo impegno.
Ovviamente, ball don’t lie, con qualche furto da playground e un paio di forzature piemontesi alla fine del quarto il tabellone recita un più 8, che cambia il vento della partita.
 
Quando tutto sembrava portare ad una vittoria semplice, un moto di orgoglio del Piemonte riapre la gara.
Una legge certa della Pallacanestro e che una buona difesa recupera (almeno) un punto a minuto. A 2min dalla fine si arriva a un risicato più 2 dei laziali, che sembrano in mano alla fortuna con tutti gli schemi saltati e libertà di movimento al n. 5 e al n. 14. Molto fortunati invero.
Ultimo minuto al cardiopalma con continui ribaltamenti di fronte, tra rubate e errori marchiani. 
Nella ressa finale, il n.4 piemontese, Laganà, ruba, come lupin 3, e chiude da solo con il canestro del pari. 
 
Un extratime infuocato. Laganà contro Stazzonelli, sono loro i due motori delle squadre, anche se in modo diametralmente opposto. Ragionato e metronomo il primo, puro talento offensivo ed estroso il secondo.
Le polveri della lunga distanza si bagnano per i piemontesi proprio nel momento peggiore, difatti non riescono a segnare nonostante i ripetuti tentativi.
 
Alla fine vince il Lazio 75 a 71, ma che partita signori. Un applauso ad entrambe le squadre.